[ Romanzo gratis fantasy ] Grimock il toro nero, cap.6: i Cavalieri del Crepuscolo, parte 2.

Grimock il toro nero, parte decima: Spiriti in catene

Cari lettori,
dopo un buon mese di pausa e una bella vacanza in Scozia, mi son rimesso a correggere il romanzo gratis fantasy “Grimock il toro nero”. È stata dura ripartire dopo le ferie ( tra l’altro fantastiche!) e prometto che scriverò un riassunto dettagliato dei luoghi magici che abbiamo visitato.
Ora vi lascio alla lettura del capitolo 6 del romanzo gratis fantasy ” Grimock il toro nero”: I Cavalieri del Crepuscolo, parte 2.  Il precedente sesto capitolo era molto più lungo ma, avendo aggiunto ulteriori cartelle, ho deciso di dividerlo in due parti.
Buona lettura,
Piombo

Nei precedenti capitoli del romanzo gratis fantasy Grimock il toro nero: L’aver usato la radice del diavolo mentre era avvelenato, ha costretto Grimock a un giorno di riposo e Flint ne ha approfittato per conoscere meglio la propria guardia del corpo, prima di rimettersi in cammino.

La grotta umida e ventosa si estende per un centinaio di metri, prima di collegarsi a un tunnel secondario della miniera d’argento abbandonata: le pareti scavate nella pietra sono macchiate di sangue vecchio e in ogni angolo vi sono segni di una lotta passata. Proseguendo, l’aria stantia diventa più pesante e, dopo trenta claustrofobici minuti, un potente olezzo di morte aleggia nella galleria.

Raggiunto un allargamento naturale,il tunnel  si divide in un bivio: dalla via di destra, leggermente in salita, proviene una fresca brezza dal profumo d’abete, mentre, sulla sinistra, un oscuro e fetido tunnel scende ripido all’interno della montagna. Grimock non ci pensa neppure e imbocca velocemente l’uscita di destra; Flint, curioso, lancia una rapida occhiata alla galleria di sinistra ma, sentendosi osservato di rimando, distoglie lo sguardo e accelera il passo.

Il passaggio appena imboccato conduce all’esterno, su di un crinale poco distante da un piccolo agglomerato di case fatiscenti, costruite al centro del passo tra due alti picchi e circondate da quattro mura di legno mezze distrutte. All’interno del villaggio, i ruderi di una vecchia fonderia ricordano gli antichi fasti, mentre, a fianco delle palizzate, si trova un grosso cimitero invaso da lapidi e nevischio acquoso.

« Siamo arrivati!» esclama Flint, incredulo di essere giunto alla meta senza ulteriori imprevisti.

« Non cantare vittoria troppo presto.» lo ammonisce Grimock, fissando irrequieto il villaggio in lontananza « Non abbiamo ancora trovato la nipote di Oderico, né abbiamo lasciato l’impero

« Credi che avremo problemi? » domanda il ragazzo, preoccupato dalle ansie del compagno.

«...ho un brutto presentimento.» si limita a spiegare il barbaro, prima di scendere lungo il crinale e imboccare un vecchio sentiero in direzione del paese.

« Per gli Dei, speriamo si sbagli! » borbotta Flint, andandogli dietro.

Nonostante il disuso, la stradina abbandonata appena presa è in buon stato e, in pochi minuti, il ragazzo e la sua guardia del corpo raggiungono il grosso cimitero a fianco del villaggio: ci sono diverse lapidi ma, eccetto una vecchia vedova intenta a cambiare dei fiori secchi, sembra deserto.

« Buonasera, signora!» saluta Flint, avvicinandosi.

« Buonasera, giovanotto.» contraccambia lei, impaurita e incapace di distogliere gli occhi dall’enorme barbaro, dalla sua spropositata ascia e dal gigantesco femore che porta legato alla cintura.

« Non si preoccupi, Signora, il mio amico è grande e grosso, ma le assicuro che è quasi innocuo!» la tranquillizza il ragazzo, notando la sua preoccupazione « Durante il nostro viaggio ci siamo imbattuti in un vostro concittadino, Oderico,  e gli abbiamo promesso che saremo venuti a salvare sua nipote.»

La vedova, anziché indicargli l’abitazione di Oderico, gli punta il dito contro e grida: « O miei dei! L’avete ucciso!»

« No no, Signora!» assicura Flint, completamente frainteso « Lo abbiamo conosciuto nella foresta, era inseguito dai lupi e noi…»

« Era inseguito dai lupi!? » esclama inorridita la vedova « Lo avete lasciato sbranare!?»

« Signora, la prego! Mi lasci finire…» tenta di spiegare il ragazzo « Noi lo abbiamo salvato dai lupi, ma…»

« Siete voi i pericolosi criminali a cui le guardie imperiali danno la caccia! » accusa la vecchia megera « Assassini!»

Flint, sentendosi ancora in colpa per l’orribile fine di Oderico, resta senza parole e Grimock, stufo di perdere tempo, ne approfitta per intervenire.

« Dimmi dove abita la nipote di Oderico » tuona, avvicinandosi minaccioso « subito.»

La vecchia, sovrastata dalla mole del barbaro e terrorizzata dal suo grugno bestiale, trema dalla paura e, sollevando appena il braccio, indica la via.

« Andate avanti  e, raggiunto l’incrocio centrale, girate a destra. » rivela, senza esitazione  « Oderico e sua nipote abitano alla seconda casa sulla sinistra.»

Ottenuto ciò che voleva, Grimock d’improvviso afferra la vedova per le spalle e, furioso, le grida in volto. La vecchia, totalmente colta alla sprovvista, prima impietrisce dal terrore e infine perde i sensi.

« Andiamo. » ordina il barbaro, facendo segno a Flint di proseguire « Se le guardie imperiali sono ancora nei paraggi, presto capiranno che siamo qui; non abbiamo tempo da perdere

Il ragazzo, ancora sbigottito per ciò che ha appena visto, annuisce incredulo e, fiero della sua guardia del corpo, si concede la speranza di poter mantenere la sua parola: salvare la nipote di Oderico.

Celermente, Grimock e Flint entrano nel villaggio: molti ruderi, diverse strutture abbandonate e strade deserte; le case abitate sono concentrate principalmente attorno all’incrocio centrale e i pochi viandanti sono ubriachi o morenti.
Seguendo le indicazioni della vedova, il ragazzo e la sua guardia del corpo raggiungono un casolare fatiscente, circondato da un orto secco e tetro. Temendo di essere arrivato troppo tardi, Flint accelera il passo e, raggiunta la sgangherata porta di legno, bussa forte. Dopo uno snervante minuto di silenziosa attesa, uno strusciare di piedi dall’altro lato anticipa un flebile: « Chi è? »

Il ragazzo, lieto vi sia qualcuno in casa, tira un sospiro di sollievo e domanda: «  È questa la casa di Oderico? Sei tu sua nipote? »

« …Sì.» risponde il sussurro femminile dall’altro lato della porta « Ma voi chi siete? Cosa volete? »

« Noi non ci conosciamo, ma abbiamo sentito parlare di te da tuo nonno Oderico. » spiega Flint, sapendo di non poter dire nient’altro che la verità « Ha sacrificato tutto sé stesso, ma alla fine ce l’ha fatta: ti ha trovato una cura e l’ha affidata a noi in modo che potessimo portela in tempo

« Perché dovrei crederti? » chiede la nipote di Oderico,  già sapendo in cuor suo ciò che il ragazzo fatica a dirle « Dov’è mio nonno? Se ti ha dato la cura, sai dove si trova!»

« È morto. » le rivela Flint, consapevole di arrecarle un grosso dolore « È stato aggredito da una banda di mercenari che era sulle nostre tracce e non ho potuto fare niente per aiutarlo. Non posso cambiare il passato, ma posso fare qualcosa affinché il vecchio Oderico non venga dimenticato: salvando te, salverò la sua cosa più cara.»

Trascorso qualche secondo di silenziosa indecisione, la porta si apre: dall’altro lato,una ragazzina di circa dodici anni, pallida e dal viso emaciato, cerca di trattenere a stento le lacrime; è a piedi nudi e indossa un abito grigio e polveroso.

« Piacere, io mi chiamo Flint. » si presenta il ragazzo « E quello laggiù, sulla strada, è la mia guardia del corpo: Grimock il Toro Nero.»

« Piacere..io sono Erica.» risponde la nipote di Oderico, abbozzando un sorriso stentato « Accomodatevi pure: non ho molto da offrirvi, ma sono sicuro che mio nonno sarebbe felice di sapervi alla sua tavola. »

Flint, ben lieto di accettare l’offerta, fa per entrare, quando il barbaro, fino a quel momento rimasto al limitare dell’orto, gli si avvicina ansioso: dal versante nord del passo, l’eco di una marcia lontana anticipa l’avanzata di un gruppo armato.

« Stanno arrivando.» avverte il barbaro « Non possiamo fermarci oltre.»

« Tieni, questa è la cura.»  conclude Flint, dando frettolosamente la fiala a Erica « Ora resta al sicuro e, se qualcuno bussa, tu non aprire, per nessuno motivo.»

La nipote di Oderico, confusa e spaventata per il comportamento degli inaspettati visitatori, decide di fidarsi del ragazzo, prende la cura e, salutando con un dolce « Grazie. », si chiude in casa.

Senza perdere tempo, Grimock afferra Flint per un braccio e lo costringe a correre verso l’uscita del villaggio. Ormai mancano poche centinaia di metri al confine, quando notano un altro gruppo di cavalieri venirgli incontro da sud: indossano corazze di cuoio scarlatto, acciaio e spunzoni scuri.

« Riconosco quelle armature! » esclama terrorizzato Flint « Sono i Cavalieri del Crepuscolo, mi hanno trovato

Grimock, accortosi troppo tardi di essere finito in una morsa fatale, solleva il ragazzo da terra, se lo carica in spalla e corre verso l’unica altra via d’uscita rimasta: le miniere. Stanno attraversando il cimitero, quando la vecchia vedova, risvegliatasi pochi minuti prima, li vede.

« Guardie! Guardie! Sono qui! Sono qui! » grida, con una voce tanto stridula da allertare tutto il villaggio.

il barbaro, già di corsa, aumenta il passo e, rapido, raggiunge l’imbocco delle miniere; ancora incapace di capire da cosa stia scappando, lascia Flint a terra e d’istinto si guarda indietro.
Anche un Cavaliere del Crepuscolo sta attraversando il cimitero: alto, snello, con indosso un’armatura di cuoio borchiata nera e scarlatta; il suo viso, stretto e sghignazzante, è deturpato da una cicatrice che parte dalla tempia e raggiunge il mento, mentre i suoi capelli scuri risaltano gli occhi verdi, grandi, iniettati da una follia travolgente e pericolosa. Legato alla schiena e appena nascosto da un lungo mantello scuro, il cupo cavaliere porta con sé un largo spadone a due mani, dalla lama rossa e intarsiata da rune simili a quelle sull’ascia del barbaro.

« Fratello…» sussurra incredulo Grimock.

« Cosa!?» fa appena in tempo a esclamare l’allibito Flint, prima di essere spinto nelle miniere dalla sua guardia del corpo.

Mosso da un panico mai visto in lui, il barbaro raggiunge il ragazzo nel tunnel, impugna il femore, carica il colpo e colpisce la volta rocciosa dell’ingresso con tutta la forza che ha: la mazzata rimbomba nella montagna e quest’ultima risponde con un tremore; crepato dall’urto, il soffitto roccioso crolla con un boato, sigillando l’entrata e dividendo Il misterioso Cavaliere del Crepuscolo dalla sua preda.


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Indice

L’editing del romanzo gratis fantasy ‘Grimock il toro nero’ si sta rivelando piuttosto complesso. Ci sono molti errori (e orrori) da correggere, riguardare o addirittura eliminare, ma io di certo non ho intenzione di arrendermi!
Saluti
Piombo

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