Grimock il toro nero, capitolo 15: L’acqua dei ghiacciai perenni del nord.

Grimock il toro nero, parte decima: Spiriti in catene

Nella foresta innevata, il maestro Simplicio, alla guida del carretto sgangherato, fischietta allegramente. Flint, seduto al suo fianco, gli sorride impacciato, mentre Grimock, sdraiato di dietro, fissa pensieroso le fronde degli alberi; l’unico che sembra apprezzare il motivetto del maestro è il vecchio Tobia, che lo accompagna con nitriti e borbottii. Dopo un’interminabile ora di viaggio, Flint approfitta di un incertezza nella melodia per intervenire:

« Simplicio…»

Ma il maestro lo ignora.

« Maestro Simplicio.» ripete il ragazzo.

« Finalmente!» esclama Simplicio « Non sapevo più che fischiettare!»

Flint, frastornato dal comportamento dell’eccentrico personaggio, decide di lasciar correre: « Maestro Simplicio, innanzitutto, la ringrazio per averci salvato la vita.»

« Prego!» commenta lui , compiaciuto.

« Ma,» preannuncia il ragazzo « con tutto il dovuto rispetto,» aggiunge « devo chiederle: come faceva a sapere dove trovarci?»

« È davvero così importante?» tergiversa il maestro.

« Sì.» risponde Flint « Altrimenti non potremo fidarci di lei.»

« D’accordo, d’accordo…» sospira Simplicio, prima di spiegare: « Stavo tenendo d’occhio l’uscita dalle miniere e ho visto tutta la scena, dal crollo della galleria fino al vostro salto nel vuoto!»

« Per quale motivo ci stava spiando?» domanda il ragazzo, sospettoso.

«Non voi, le miniere! » afferma il maestro, offeso « Poi questi sarebbero fatti miei!» e aggiunge: « E dire che sembrava tu stessi imparando un po’ d’educazione

A quella risposta sferzante, Grimock, fino a quel momento rimasto in silenzio, ridacchia.

« E tu!?» gli domanda Flint, stizzito « Sei così malconcio da non dire una parola!?»

«  Sì. » annuisce a fatica il barbaro « Non so chi sia quest’uomo né conosco le sue intenzioni, ma siamo entrambi feriti e dobbiamo recuperare le forze.»

« Quindi è lui quello intelligente!» deduce Simplicio « Il grosso guerriero che si è buttato da un precipizio!»

« Come mai stiamo andando tanto piano?» gli domanda Flint, vagamente offeso e ancora molto diffidente « Magari, maestro, lei sa che ci stanno inseguendo, ma non chi! Dovremo accelerare il passo!»

« Rilassati e goditi il paesaggio!»  lo invita a calmarsi Simplicio « Grazie al vostro salto, abbiamo almeno un giorno di vantaggio!»

Il ragazzo, non sapendo su cos’altro obiettare, segue il consiglio e, quando nota le profonde tracce che cavallo e carretto stanno lasciando, si allarma.

« Maestro Simplicio! » fa notare « E per le tracce? »

Simplicio solleva il braccio destro e apre il palmo tatuato verso il cielo. « Capisco…» preannuncia e afferma: « La nevicata di stanotte farà scomparire tutte le tracce, fidati!». Detto ciò, torna a fischiettare.

Flint, troppo infreddolito e dolorante per continuare quell’assurda conversazione, decide di stare alla sorte e fidarsi.

Dopo un’altra buona ora di fischiettii, tra gli alberi si intravede una capanna di legno: piccola, con un paio di finestrelle strette, un tetto di tronchi e un comignolo di pietra da cui esce del fumo. Simplicio ferma Tobia proprio di fronte all’ingresso, scende dal carretto e, dopo essersi scrocchiato le giunture, si appropinqua alla porta.

« Che fate, voi non venite?» domanda, poco prima di entrare.

Flint non se lo fa ripetere, salta giù dal carro e raggiunge Grimock, ma il barbaro, in parte ripresosi, rifiuta il suo aiuto.

« Posso farcela da solo.» commenta, prima di sollevarsi lentamente e, zoppicante, raggiungere la porta.

L’interno della casa è povero, rustico, composto da una singola stanza, con pochi mobili e molti spifferi: all’angolo di destra c’è un caminetto in pietra e, subito a fianco, un lettaccio sporco e polveroso; al centro si trovano un tavolo di legno storto e quattro sedie scompagnate, mentre sulle pareti sono appesi attrezzi da conciatore.

« Fate come foste a casa vostra!» invita Simplicio, aggiungendo « tanto non è neanche mia!»; poi si dirige al focolare, lo ravviva e vi pone sopra una grossa pignatta.

Mentre un forte profumo di zuppa invade la stanza, Grimock getta le coperte del letto a terra e si sdraia sul pavimento. Flint, molto incerto sul da farsi, si siede al tavolo e, tenendo sollevato il braccio rotto, non perde di vista Simplicio.

Il maestro, nel frattempo, canticchiando e ondeggiando i fianchi, prende una fialetta contenente un liquido lattiginoso da un ripiano sopra il camino e ne versa una buona metà dentro la zuppa. Dopo aver girato il tutto, Simplicio ne prende due abbondanti mestolate, riempie due grosse ciotole di legno e le porge ai feriti.

« Mangiate.» consiglia « Vi farà bene.»

Grimock, affamato, ingoia la zuppa in pochi sorsi e, per nulla sazio, ne chiede un’altra porzione; Flint, anch’egli digiuno, non è da meno.

« Ottima!» afferma il ragazzo e, percependo uno strano ma piacevole formicolio al braccio rotto, domanda: «Maestro Simplicio, cosa sta succedendo?»

Il barbaro, avvertendo anch’egli l’insolita sensazione, osserva l’avambraccio ferito e, vedendo il taglio cicatrizzarsi, esclama: « L’ acqua dei ghiacciai perenni del nord!»

« È molto più buona nella zuppa, non trovate?» ridacchia Simplicio, sornione.

Flint, incredulo, si affaccia a una delle strette finestre e, sorpreso di vedere nevicare, chiede al loro salvatore:

« Un’ acqua curativa, l’occhio tatuato sulla mano e le predizioni; ma chi è lei, maestro Simplicio?» chiede , quasi spaventato.

« Il maestro Simplicio!» risponde lui, sorridendo « e ora, sarà meglio che riposiate! »

A nulla serve l’insistenza di Flint che, dopo aver ricevuto solo risposte vaghe o senza senso, si arrende, lasciando Simplicio ai suoi misteri; in fin dei conti, il maestro non sembra affatto una minaccia e di certo non era obbligato a salvare loro la vita. Felice al pensiero di essere sfuggito a Durgù, il ragazzo si avvicina a Grimock e, trovandolo ancora cosciente, gli sorride; quest’ultimo, invece di contraccambiare, lo fissa torvo.

« Ricorda, » intima il barbaro « Non appena saremo in forze, dovrai dirmi come hai fatto a fermarmi, chiaro?»

Conscio di non avere alternative, Flint annuisce: ne dovrà dire tante, ma spera non tutte e anche lui avrà molto da chiedere.


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dicembre 11, 2016

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