[ Racconto fantasy gratuito ] Grimock il toro nero, cap.13: La corona misteriosa.

Grimock il toro nero, parte decima: Spiriti in catene

Cari #Lettori,
questo capitolo del racconto fantasy gratuito ‘Grimock il toro nero’ conteneva meno orrori del previsto e sono riuscito a riguardarlo in poco tempo. Sperando di essere altrettanto fortunato, oggi continuerò a correggere e, nel frattempo, vi auguro buona lettura per il nuovo capitolo del  racconto fantasy gratuito ‘Grimock il toro nero’: La corona misteriosa.
#Piombo

Nei capitoli precedenti del racconto fantasy gratuito ‘Grimock il toro nero’: Impotente di fronte alla potenza di Siderius, Grimock è costretto a usare il potere di Sventrax, l’ascia sanguinaria. Una volta sconfitta la signora della morte, il barbaro, mutato in un mostro assetato di sangue, si scaglia contro il povero Flint.


Si dice che, quando si è a un passo dalla morte, la propria vita scorra di fronte agli occhi. Ebbene quel momento per Flint è giunto, ma non sono i ricordi nostalgici ad accompagnarlo nella sua fuga disperata, bensì il puro terrore per la fine imminente.

Non ha bisogno di guardare verso l’alto per sapere che la grotta sta crollando e meno che mai ha intenzione di perdere tempo a voltarsi: sa che Grimock, totalmente posseduto da Sventrax, lo sta raggiungendo; il boato dei pesanti passi del barbaro sovrasta qualsiasi altro suono.

E che può fare Flint, armato di un semplice mazzuolo e di tanta buona volontà? Correre! Ed è quel che fa; l’uscita è vicina: un bagliore tra pulviscolo, detriti e distruzione. Sebbene la polvere  gli limiti la vista e bruci nei polmoni, non si ferma. Nonostante il fiato corto e il dolore pulsante alle cosce, continua a correre. Poi, quando si illude di potercela fare, un ruggito spaventoso anticipa il fendente di Grimock: il ragazzo, colpito alla schiena dalla violenta onda d’urto, viene scaraventato in avanti, oltre la soglia tanto agognata.

L’abbacinante bagliore del sole acceca Flint, ma uno strato di neve glaciale gli attutisce la caduta. Confuso e disorientato, si alza in piedi e, nel vedere la coltre bianca macchiata di sangue, controlla se è ferito: sulla schiena, un inconfondibile dolore di carne tranciata pulsa feroce, inibendo movimenti e ragione.

Nel panico, Flint si guarda attorno alla ricerca di un nascondiglio o una scappatoia:  il minuscolo spiazzo in cui si trova non ha alberi o massi, solo un baratro che si affaccia su una fitta abetaia; sulla destra, rasente alla parete della montagna, c’è uno stretto sentiero in discesa. Senza fiato e ferito, il ragazzo scatta verso quest’ultimo, ma la neve alta gli rallenta la fuga.

« Maledizione!»

Impreca, prima che il varco alle sue spalle esploda sotto la carica del gigantesco barbaro. Massi e detriti si sparpagliano per tutto lo spiazzo e un  grosso macigno colpisce Flint a una spalla, scaraventandolo prono  nella neve. Il sacco di juta a tracolla, già danneggiato da tutte quelle disavventure, si  rompe definitivamente, rovesciando il suo contenuto a terra, compreso lo scrigno che, con tanta cura, il ragazzo nascondeva.

«No!»

Grida e, incurante del barbaro, striscia a terra verso la misteriosa scatola. Una volta raggiunta, il Flint l’afferra ma quest’ultima, danneggiata dall’urto, si apre: al suo interno è nascosta una grossa corona di ferro e rame, impreziosita da pietre sferiche rosse, bianche, brune e blu.

Grimock, trasformato ormai in un demone spietato e assetato di carneficina, si avvicina alla sua vittima e, pronto a scaricare tutta la sua furia, solleva l’enorme ascia sanguinaria. il ragazzo, più interessato alla corona che alla propria vita, l’afferra e la stringe forte al petto.

« Fermati, Grimock!»

Implora, ma il mostruoso barbaro ignora la supplica e affonda il colpo; Flint, senza più vie di scampo, chiude gli occhi e si prepara al peggio. In quel momento, in risposta alle sue preghiere, la corona sprigiona una luce accecante e Grimock, colpito da una potente forza arcana, viene scagliato contro la montagna, perdendo la presa sull’ascia.

Disarmato, il barbaro viene colto da nuovi spasmi: il corpo inizia a rimpicciolire e la pelle, da rossa e coperta di pulsanti venature, torna al colore naturale. Una volta che la trasformazione inversa è compiuta, anche il tremore della montagna cessa e, per una manciata di minuti, una calma surreale sembra fermare tempo e spazio.

Quando Flint trova il coraggio di aprire gli occhi, si scopre ancora vivo e, timoroso, guarda il compagno immobile: Grimock è incosciente, ferito, ma vivo e, forse, libero dall’influsso di Sventrax.

« Grimock? » lo chiama il ragazzo che, non udendo risposta, si alza. «Grimock?» ripete, avvicinandosi.

Il barbaro, come svegliatosi da un brutto sogno, sgrana gli occhi e si mette in posizione di guardia; disorientato, cerca di capire dove si trova e cosa sia successo: l’ingresso alle miniere d’argento è crollato e l’ascia maledetta è piantata al suolo a pochi metri di distanza. Appena ricorda, Grimock corre verso Flint e, meravigliato che sia ancora vivo, lo afferra per il collo, sollevandolo da terra.

«COME HAI FATTO A FERMARMI!? DIMMELO!»

Ma in risposta alla domanda di Grimock, giunge soltanto un suono di passi minacciosi sul sentiero.

« Capitano Durgù!» grida un cavaliere « L’esplosione veniva da questa parte!»


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Vi aspetto al prossimo capitolo del racconto fantasy gratuito ‘Grimock il toro nero’!
Saluti,
Piombo 

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