[ Storia fantasy gratis ] Grimock il toro nero, cap.11: La furia di Siderius

Grimock il toro nero, parte decima: Spiriti in catene

Cari lettori,
la correzione procede abbastanza spedita e, se tutto andrà bene, a settembre la storia fantasy gratis ‘Grimock il toro nero’ sarà completa! Nel frattempo, vi auguro buona lettura col nuovo capitolo: La furia di Siderius.
Saluti,
Piombo

Nei capitoli precedenti della storia fantasy gratis ‘Grimock il toro nero’: Sconfitto Ossarotte, Grimock e Flint raggiungono il fondo della grotta, dove spiriti di adolescenti in catene li attendono. Attraverso la bocca dei suoi servitori, Siderius invita i due intrusi a incontrarla e discutere il prezzo per lasciare il suo regno incolumi.


L’oscura galleria appena imboccata è invasa da muffa e da un terrificante olezzo di morte; tra le insenature delle pareti di roccia scura crescono strani funghi violacei, da cui proviene il fetore nauseabondo. Grimock e Flint procedono scortati dai bimbi spettrali e, a scandire il tempo, c’è solo il pesante passo militare del barbaro, in una discesa che sembra non finire mai.

Dopo l’ennesima serie di curve e bivi labirintici, il tunnel si allarga in una immensa sala rettangolare : spoglia, eccetto per un lungo tappeto rosso, sporco di terriccio e ornato ai lati da teste mozzate. All’improvviso, dalla profonda oscurità del salone, una folata di vento gelido spazza via l’olezzo, spegnendo la lanterna di Grimock; le uniche altre fonti di luce sono le opalescenti e giallastre apparizioni che, incuranti, avanzano ordinatamente ai bordi del tappeto.

Mentre le tenebre li avvolgono lentamente, il barbaro tenta di riaccendere la lanterna, ma lo stoppino è fradicio e l’olio all’interno congelato.

« Prova con questa!» suggerisce Flint, porgendogli la sua boccetta di polvere di fuoco.

Grimock, titubante, la apre, ne prende un pizzico e lo getto sullo stoppino, senza risultato.

« Lascia fare a me!» interviene il ragazzo, prendendo una buona manciata di polvere e mettendola all’interno della lanterna. Per alcuni istanti, perfino quell’intervento disperato sembra essere vano, poi una fiamma vigorosa divampa dallo stoppino, illuminando buona parte del salone. E lì, al limitare tra la luce e il buio, due occhi gialli, spietati e fiammeggianti, fissano i due intrusi con desiderio. Una mano, pallida e scheletrica, fuoriesce dall’oscurità e fa loro cenno di avanzare.

« Dicci che cosa vuoi,  strega!» grida Grimock, sprezzante.

I bambini in catene, all’unisono, si bloccano, formando due colonne ai bordi del tappeto. Il capofila di sinistra, un giovane con in braccio un infante, rompe le righe e va incontro al barbaro.

« La padrona vuole discutere il prezzo.»  dichiara meccanico.

« Di cosa?» interviene Flint.

« Delle vostre vite.» risponde l’intermediario « Seguiteci.» conclude.

« Stiamo bene dove stiamo.»  provoca il barbaro, appoggiando la lanterna a terra e intenzionato a fare resistenza.

Gli altri spiriti, fino a quel momento rimasti immobili, scompaiono e riappaiono in cerchio attorno agli intrusi.

« Speravo in una contrattazione breve!» esclama Siderius, attraverso la bocca dell’infante che, d’improvviso, si avventa sul volto di Grimock.

Colto alla sprovvista, il barbaro cerca di strapparsi di dosso il  neonato ma afferra solo l’aria; messo alle strette, si dimena selvaggiamente, riuscendo a far perdere la presa al suo aggressore e scaraventandolo lontano.

E fa appena in tempo, perché gli spiriti in catene, come panni imbevuti d’alcool, prendono fuoco e vengono avvolti da fiamme marcescenti: alcuni gridano, altri invocano la padrona e, i più, le loro madri. Le lingue infuocate si nutrono delle anime da cui scaturiscono e continuano, incuranti delle grida di dolore, fino all’incenerimento; di quei corpicini non resta altro che un piccolo teschio annerito, all’interno di grossi umanoidi di fuoco giallastro, denso e putrescente.

Grimock, furibondo, si lancia contro l’avversario più vicino, ma il femore attraversa le fiamme da parte a parte. Sorpreso, il barbaro fa un passo indietro e un’altra di quelle creature ne approfitta per prenderlo alle spalle: il colpo è poco più di una carezza, ma passa l’armatura e raggiunge la carne, bruciandola.

Più malconcio di quanto si aspettasse, Grimock è nuovamente costretto a indietreggiare: un gelo intenso ha desensibilizzato la spalla colpita e intorpidito il braccio; senza indugio, il barbaro inizia a frugare nella borsa, alla ricerca di un’altra radice del diavolo.

« Fermo!» lo intima Flint « Non ha senso usare la forza contro simili mostri!»

« Hai un’idea migliore?» chiede bruscamente la guardia del corpo.

« Forse.» risponde il ragazzo, trattenendo a stento il panico « Ogni magia richiede un tramite, soprattutto quella oscura!»

« Veloce!» lo esorta il barbaro.

« I teschi!» esclama Flint « Spezza quei maledettissimi teschi, per tutti gli dei

« SILENZIO!» ringhiano in coro le bestie di fuoco, avvicinandosi.

Grimock decide di fidarsi, impugna saldamente il femore e colpisce uno dei teschi fluttuanti: all’impatto, il cranio semi-carbonizzato esplode in mille pezzi e le fiamme, non avendo altro di cui nutrirsi, si estinguono.  Siderius ringhia feroce e lancia gli schiavi rimasti contro il nemico ma, ormai capito il trucco, per il barbaro è semplice avere la meglio.

« Dicci dov’è l’uscita, strega! » comanda Grimock, minaccioso.

La signora della morte ignora l’ordine e tamburella con le dita, nervosa. Senza dire una parola, si alza dal trono e, a piedi nudi, fuoriesce dall’oscurità: il suo corpo cadaverico è ancor più terribile alla luce e, nonostante l’evidente furia che le trapela dallo sguardo, un sorriso sadico le increspa le labbra pallide.

Lentamente, Siderius attraversa il tappeto rosso: al suo passaggio, le teste mozzate ai bordi prendono fuoco, divampando in fiamme gialle e tentacolari. È ancora a una dozzina di metri, quando la regina della morte brandisce la lancia e fende l’aria: una nuova folata di vento, ben più potente della precedente, investe gli intrusi, scaraventando Flint a terra e facendo volare via la lanterna. Di nuovo al buio, solo le fiamme maligne della strega illuminano il salone, mentre un freddo mortale congela aria e polmoni.

«Esattamente alle mie spalle, barbaro!» risponde Siderius arrogante, divertita e, sopra ogni cosa, malvagia « MA VOI NON LA VEDRETE MAI!»

La signora della morte si scaraventa contro il barbaro che, a malapena, riesce a schivare un colpo alla nuca e un altro allo stomaco. D’istinto, Grimock colpisce frontalmente, ma l’avversaria è già dietro di lui e lo costringe in ginocchio con una bastonata all’inguine.

« Sei debole, mortale.» sussurra Siderius.

A quelle parole, il barbaro rotola in avanti e si alza di scatto, lanciandosi nuovamente nella mischia, ma ogni suo colpo viene evitato o parato con facilità. La signora della morte, ormai più annoiata che divertita, afferra la lancia con entrambe le mani, colpisce il guerriero in pieno stomaco e lo scaraventa a terra, lasciandolo senza fiato.

« Una delusione…» conclude Siderius « una noia mortale!»

Grimock, consapevole di essere sottovalutato, ne approfitta per prendere una radice dalla borsa e mettersele in bocca. Masticando, l’unto amaro invade la lingua e un bruciore pulsante gli artiglia lo stomaco, Quando quel dolore raggiunge il cervello, ogni altra cosa scompare e resta solo la brama, l’impulso irrefrenabile di uccidere.

« Che c’è?» chiede la signora della morte, ironica e disgustata « È tutto qui ciò che può fare un’Ascia Sanguinaria ?»

Mosso solo dall’istinto, Grimock si alza, inquadra il nemico e grida, ringhiando e sbavando come un toro impazzito. Siderius non fa in tempo a meravigliarsi, che il barbaro è già su di lei, pronto a sferrare una potentissima mazzata. La strega si mette in guardia, ma il colpo è così potente da raggiungerle il petto e scaraventarla contro il muro di alle sue spalle.

Grimock  ringhia, sbava e urla di fronte a una regina della morte immobile e appena in grado di reggersi in piedi. Il barbaro, non vedendo l’avversario reagire, inizia a guardarsi attorno alla ricerca di un nuovo bersaglio, ma, proprio quando sembra stia fissando Flint, migliaia di piccole fiamme si alzano in volo dal trono di teschi.

Siderius bisbiglia qualcosa in una lingua che nessun mortale potrà mai pronunciare e le anime, a stormo, le si gettano forzatamente in gola: divorata l’ultima, il corpo della regina della morte prende fuoco, carbonizzandosi all’istante e lasciando al suo posto solo una sagoma umana di vuoto puro; infinedalla lama spezzata della lancia che ancora stringe in pugno, divampa un’impetuosa fiamma giallastra e tentacolare.

« Io sono Siderius il mercante d’anime, colei che eterna, la grande avara.» recita, dal profondo del suo nulla « No…tu non morirai, barbaro, tu soffrirai in ETERNO!» ringhia maestosa.


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Ci sto mettendo più tempo del previsto a correggere questa storia fantasy gratis e  il motivo è molto semplice: voglio essere soddisfatto del risultato finale,
per questo motivo vi invito a darmi consigli, segnalarmi errori o parti un po’ ‘di legno’!
Vi aspetto al prossimo capitolo della storia fantasy gratis ‘Grimock il toro nero’!
Saluti,
Piombo 

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