[ Storia fantasy gratuita ]Grimock il toro nero, cap.8: Siderius il mercante d’anime.

Grimock il toro nero, parte decima: Spiriti in catene

Cari Lettori,
in un inaspettato sprint da ponte lungo, son riuscito a mettermi al pari su diversi fronti, correggendo il capitolo che vi state appropinquando a leggere e pubblicandone uno nuovo di Nera Luna.
Ben consapevole che questo periodo di iperattività è destinato a terminare più rapidamente di un battito di ciglia, vi lascio al nuovo capitolo della storia fantasy gratuita ‘Grimock il toro nero’ : Siderius il mercante d’anime*.
Buona lettura,
Piombo

Nei capitoli precedenti della storia fantasy gratuita ‘Grimock il toro nero’: Caduti nell’imboscata dei Cavalieri del Crepuscolo e fuggiti nelle miniere, Grimock e Flint cercano un po’ di riposo in un ripostiglio abbandonato, prima di rimettersi in cammino.
Sicuri che nessuno li stia seguendo, i due sottovalutano i reali pericoli di quelle gallerie e, durante il turno di guardia del ragazzo, vengono aggrediti da un branco di scheletri rianimati.

* Ringrazio Francesca ‘Megera’ per aver interpretato questo personaggio durante le nostre avventure all’associazione di gioco di ruolo dal vivo ‘Anthor’. A distanza di anni, anche se in un contesto diverso, il ruolo è rimasto tuo! 😉

 

« Grimock!»

Fa in tempo a gridare Flint, prima di essere schiantato contro la parete dalla furiosa carica dei non morti. La porta va in frantumi e il frastuono sveglia il barbaro di soprassalto che, fulmineo, si alza in piedi, raccoglie il femore da terra e colpisce in pieno petto lo scheletro più vicino, spezzandolo in due e scaraventandolo addosso ai suoi avvizziti compagni.

Infuriato dalla pessima sveglia, Grimock esce dal ripostiglio e, preparandosi alla battaglia, raggiunge il resto dei non morti nel largo corridoio: ci sono almeno una dozzina di cadaveri rianimati che, incapaci di rendersi conto quale bestia abbiano infastidito, si lanciano disordinatamente all’attacco.
Felice di quella reazione tanto sfrontata, il barbaro risponde alla carica, buttandosi nella mischia a testa bassa. A ogni fendente, le ossa fracassate smettono di muoversi, ma quelle che restano intatte si riuniscono in scheletri sempre più deformi. Instancabili, i non morti continuano ad attaccare, ancora e ancora, fino a che di loro non restano altro che cumuli di polvere e sudiciume.

Flint, rimasto fino a quel momento ben nascosto nel ripostiglio, esce gattoni nel largo corridoio e, disgustato da ciò che le sue mani incontrano, rifiuta di alzarsi.

« I morti…i morti tornano in vita!» sussurra, spaventato.

Grimock, impassibile, raccoglie da terra un paio di falangi che ancora si muovono.

« Stregoneria.» deduce, schiacciandole tra le dita.

Detto ciò, fruga nella borsa, ne estrae un randello sporco e, porgendolo al compagno, aggiunge:

« L’unico modo per sconfiggerli è mandarli in frantumi; usa questo.»

Flint si alza e, ben lieto di accettare il dono,  afferra il mazzuolo, ma il barbaro, anziché lasciare la presa, esista.

« Che c’è?» chiede il ragazzo, impaziente « Guarda che so combattere.»

« Dubito,» dissente Grimock « ma non è per questo.»

« E allora cosa?» incalza l’altro, offeso.

« Non perderlo.»

« Cos’è?» domanda Flint, studiando il randello : corto, tozzo e da un lato spuntano quattro chiodi arrugginiti incrostati di sangue « Ci hai ucciso la tua prima vittima?» ridacchia.

«Sì.» risponde il barbaro, minaccioso « e mi ha salvato in più di un’occasione, per cui non perderlo; dico sul serio.»

Recepito perfettamente il messaggio, il ragazzo afferra rispettoso il mazzuolo e, chinando il capo, ringrazia « Ti sono grato per la fiducia, ti prometto che farò attenzione.»

Il barbaro, ignorando completamente quelle parole di gratitudine, rientra nello sgabuzzino e inizia a raccoglie le sue cose.

« Se siamo nei territori di uno stregone, non abbiamo tempo da perdere.» commenta, riempiendo frettolosamente il saccone « Dobbiamo andarcene, subito

« Ma non sappiamo dov’è l’uscita!» replica Flint,  allarmato dalla fretta.

« Prenderemo l’unico tunnel che non abbiamo ancora esplorato.» risponde Grimock.

« E se finissimo nel covo dello stregone?»

« Forse è proprio li che dovremo andare.»

« Come?» chiede il ragazzo, incredulo« Sei forse impazzito!?»

« Questi tunnel sembrano inutilizzati da molto tempo, » fa notare il barbaro, intento a stringersi i lacci dell’armatura « altrimenti non sarebbero così poco sorvegliati: lo stregone usa sicuramente un altro ingresso

« Intendi passargli proprio sotto il naso!? »

« Con un po’ di fortuna, non sa ancora che siamo qui » rassicura Grimock, facendogli segno di sbrigarsi « e, comunque, non abbiamo altra scelta.»

Flint, per nulla convinto del piano, raccoglie quel poco che possiede, aggiungendo al suo carico un barilotto di polvere di fuoco.

« Pronto!» annuncia, ma la sua guardia del corpo già si è avviata nei tunnel, lasciandolo quasi al buio.« Ehi, aspettami!» protesta, raggiungendola e cercando di stare al passo.

Nel frattempo, nelle oscure profondità della montagna, la regina delle morte siede sul suo trono di teschi. Lei è Siderius il mercante d’anime, colei che è eterna, la grande avara: il corpo scarno, grigio e funereo, è appena coperto da un lungo abito di polvere, ricamato con le vene e le arterie dei suoi servitori;  dal suo volto cadaverico non trapela nient’altro che disprezzo, sorpassato soltanto dal sadismo dei suoi profondi occhi gialli; ad adornare i suoi lunghi capelli castani, c’è una tiara d’ossa, bulbi oculari e denti, mentre le mani ossute stringono una lancia dalla lama spezzata.

La regina della morte fissa, annoiata, il grande salone da cui comanda: completamente spoglio, eccetto per un lungo tappeto rosso, che porta esattamente ai suoi piedi; ai bordi di quel miglio scarlatto, le teste dei suoi nemici, vive, supplicanti e dalla labbra cucite, sono usate come porta-candele e costrette, per l’eternità, a soffrire  per la cera bollente. A un tratto, una minuscola fiamma opalescente attraversa la parete, raggiunge fluttuando l’orecchio della padrona e sussurra qualcosa, prima di scomparire.

« Ossarotte! » tuona Siderius: la sua voce è potente, spaventosa e, al contempo, sensuale.

Un enorme scheletro dal teschio bovino, con tre braccia, quattro gambe e composto da ossa mal rinsaldate di varie specie e dimensioni, spalanca il portone d’ingresso; rumorosamente, attraversa il tappeto rosso e si inginocchia ai piedi della sua regina.

« Ai suoi ordini, padrona.» giura,  con tono rauco e sottomesso.

Siderius lo osserva nauseata, poi schiocca le dita e dalla bocca del servo fuoriesce un’altra fiamma fluttuante. Rapidamente, il fuoco opalescente vola fin sopra il palmo aperto della padrona e, quando quest’ultima lo estingue stringendo il pugno, Ossarotte cade in mille pezzi.

« Il prossimo.» comanda la regina e, da un teschio del suo trono, un nuovo spirito si alza « Confido tu passa fare di meglio.» sibila, prima di puntare la mano verso i resti di Ossarotte: la fiamma, tanto rapidamente quanto era apparsa, entra nel cranio bovino e il servo, pezzo dopo pezzo, si ridesta.

« Ai suoi ordini, padrona.» ripete il gigantesco scheletro, piegando servilmente il capo.

« Ci sono dei candidati per la mia armata, Ossarotte; arruolali.» comanda Siderius.

Lo schiavo ubbidiente si alza, ripercorre il tappetto rosso ed esce dal salone, pronto al massacro.

 


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Spero che la versione definita della storia fantasy gratuita ‘Grimock il toro nero’ vi stia piacendo, ci sto mettendo un monte di cuore!
Vi aspetto alla prossima pubblicazione!
Piombo
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