[ Romanzo fantasy gratis ] Grimock il toro nero, cap.7: La scolopendra rossa.

Grimock il toro nero, parte decima: Spiriti in catene

Cari #lettori,
Anche il settimo capitolo del #romanzo #fantasy gratis #Grimock il #toro nero è corretto e sono davvero soddisfatto di come sta procedendo la storia. Ho arricchito alcune parti e ne ho aggiunte di nuove, per rendere la lettura più fluida e completa. Spero che il risultato vi piaccia!
Saluti,
#Piombo.

Nei capito precedenti del romanzo fantasy gratis Grimock il toro nero: Portare la cura a Erica, la nipote di Oderico, conduce Grimock e Flint in una trappola dei Cavalieri del Crepuscolo. Il barbaro, nello scoprire che il capitano dei soldati imperiali è suo fratello, cerca rifugio nelle miniere e, per impedire di essere seguito, fa crollare l’ingresso.

Il boato del crollo echeggia nel silenzioso villaggio e una nube di polvere invade il crinale, raggiungendo perfino il cimitero. Il misterioso Cavaliere del Crepuscolo, ancora tra le lapidi, fissa lo spettacolo e, furioso per essersi lasciato sfuggire la preda, si ferma, in attesa del resto dei suoi uomini. A raggiungerlo è un singolo soldato che, dopo un lieve inchino, prende parola.

« Le due squadre si sono riunite nel villaggio, capitano.» annuncia, con tono militare « Siamo in attesa dei suoi ordini.»

« La prima squadra tornerà all’imbocco della mulattiera, » ordina Durgù « l’altra proseguirà con me oltre il passo: potrebbe esserci un’altra uscita e non possiamo permetterci che fuggano di nuovo

« Fuggano, capitano? » chiede il soldato.

« Non credo che il nostro uomo viaggi da solo. » spiega il capitano, riflessivo e vagamente entusiasta « Forse è in compagnia di un fantasma o magari del destino.»

« Cosa ne facciamo degli abitanti del villaggio, capitano? » domanda il soldato, per nulla sorpreso dalle parole del suo superiore.

« Conosci anche tu gli ordini: » afferma Durgù ridacchiando ed estraendo lo spadone rosso sangue dal fodero sulla schiena « nessun testimone, nessuna pietà. »

 

Dall’altro lato della grotta, all’interno delle miniere, Flint si alza, intontito dal crollo: ha le orecchie che fischiano, bocca e polmoni sono pieni di polvere e l’improvvisa oscurità lo confonde; tossendo, inizia a muoversi a tentoni, alla ricerca di un bagliore o un suono con cui potersi orientare. Dalla sua destra, poco distante, Grimock accende la lanterna e illumina un poco il freddo tunnel: l’ingresso al villaggio è completamente bloccato dalle macerie, mentre la mulattiera, l’unica altra uscita, sarà presto assediata dai Cavalieri del Crepuscolo.

« Cosa è successo? » chiede Flint, ancora frastornato.

« Quelle strane guardie imperiali ci hanno accerchiato. » risponde Grimock, togliendosi la polvere di dosso « Il crollo ci ha permesso di fuggire, ma è solo questione di tempo prima che ci raggiungano attraverso la mulattiera; dobbiamo trovare un’altra uscita.»

« A proposito dei  cavalieri!» trasale Flint, tra il furioso e il terrorizzato. « Il loro capitano è tuo fratello!?»

Il barbaro ignora la domanda, regola la lanterna al minimo e si avvia nel tunnel.

« Ehi!» esclama il ragazzo, correndogli dietro « Io ho già visto tuo fratello: è il capitano dei Cavalieri del Crepuscolo, le guardie personali del cugino dell’imperatore! » e insiste, strattonandogli il vello: « Com’è possibile che un tipo del genere sia sulle nostre tracce?Sei la mia guardia del corpo ed è tuo dovere darmi spiegazioni!»

« Dovresti essere tu a spiegarlo a me, ragazzino. » ribatte Grimock, ancora turbato dall’incontro familiare inaspettato «  Mio fratello non mi ha neppure notato, tanto era preso dalla sua vera preda

« E non è una buona cosa?» borbotta Flint, cercando di alleggerire la tensione.

Grimock sbuffa indolente e prosegue avanti, fino all’imbocco della galleria secondaria da cui proviene il fetore nauseabondo

« Vorresti entrare lì?» esclama terrorizzato il ragazzo, scuotendo il capo; l’oscurità all’interno di quel maleodorante cunicolo sembra più densa, simile a un liquido oleoso e scuro.

« È te che cerca mio fratello, non è vero?» chiede il barbaro, sistemandosi l’armatura e allacciandosi la borsa al fianco.

Messo di fronte all’evidenza, Flint non può altro che dire la verità e, annuendo col capo, risponde balbettando: « S…sì.»

« Allora, ragazzino, non abbiamo scelta.» ribadisce Grimock, anch’egli intimorito da quelle tenebre misteriose « Mio fratello è un cacciatore spietato e un imbattibile guerriero, non sarà facile sfuggirgli

Detto ciò, il barbaro si avventura nella galleria secondaria: il cunicolo è stretto, il fetore terribile e una densa polvere si alza a ogni passo. Flint, alle sue spalle, lo segue circospetto, spaventato dall’oscura sacralità di quel luogo: le pareti della miniera brillano ancora d’argento e, in ogni dove, ci sono i segni di un antico e terribile massacro; non ci sono ossa, solo vecchie macchie di sangue e oggetti rotti o abbandonati.

« Cosa sarà successo qui?» chiede il ragazzo.

« Niente di buono » osserva il barbaro « muoviamoci » e imbocca a destra a un ennesimo bivio.

« Sai almeno dove stai andando?» obbietta Flint, preoccupato.

« No,» ammette Grimock « ma prima o poi troveremo qualcosa.»

« Per orientarsi, i minatori solitamente usano un sistema di indicazioni inciso all’imbocco delle gallerie.» consiglia il ragazzo.

« E come fai a saperlo?» chiede il barbaro, incerto sul da farsi.

«Beh…» spiega Flint « l’ho sentito da dei minatori che ne parlavano a un’osteria.»

Grimock, titubante sull’idea del compagno, procede nella marcia, fin quando raggiungono un incrocio da cui si diramano altre tre gallerie.

« Eccone uno!» esclama Flint, puntando il dito su due cerchi incisi all’imbocco del tunnel appena percorso« Vedi? Sono tracciati all’inizio e alla fine di ogni tunnel» continua, iniziando a esplorare le tre diramazioni« Qui c’è una X! Probabilmente i cerchi indicano le uscite e le X i vicoli ciechi

Grimock incrocia le braccia e, spazientito, grugnisce: « Non mi hai ancora mostrato l’uscita, arriva al punto

« Basterà imboccare un tunnel indicato da un cerchio!» risponde Flint. procedendo con la ricerca « Escludendo quello centrale, su cui è incisa una X, a sinistra c’è un cerchio, mentre, a destra, il simbolo è cancellato.»

« Riesci a capire cosa ci fosse impresso?» chiede il barbaro.

« Forse un cerchio…» osa il ragazzo, dopo averlo esaminato con più attenzione « ma che ti importa? L’uscita è a sinistra! Siamo salvi!»

Grimock avanza verso il tunnel indicatogli, ma , prima di entrare, fissa severo il compagno.

« Non dare per morto un morto finché non ne bruci il cadavere.»

E, a quell’affermazione, si addentra nel cunicolo polveroso. Il ragazzo, alle sue spalle, lo segue per quel che paiono ore: l’aria è rarefatta e il senso di claustrofobia assoluto; le pareti tetre, cupe e i segni di morte rendono l’ambiente minaccioso, inquietante. A un tratto, il barbaro si ferma e osserva la parete sulla sinistra: i resti di una frana chiudono un sentiero secondario; sfortunatamente, i detriti hanno reso illeggibile il simbolo all’ingresso.

« Che succede, Grimock?» chiede Flint.

« Una galleria crollata.» risponde lui, inquieto.

« Beh, siamo in una miniera, che ti aspettavi?» afferma, sarcastico, il ragazzo.

Il barbaro sbuffa e prosegue, mentre Flint, alle  sue spalle, sta al passo. Quest’ultimo, stanco e innervosito da silenzio, fetore e oscurità, tenta di intavolare una conversazione, nella speranza di allontanare i brutti pensieri.

« Come si chiama tuo fratello?» indaga.

« Se devi chiedere,» ammonisce Grimock, a bassa voce « fallo piano; non abbiamo la certezza di essere soli in queste gallerie

Flint, guardando indietro, ridacchia nervoso e, seguendo il consiglio, ripete: « Come si chiama tuo fratello?»

« Durgù.» risponde il barbaro, restio a ricordare « Durgù la Scolopendra Rossa del clan delle Asce Sanguinarie

« La Scolopendra Rossa, il Toro Nero, ma che nomi sono?» domanda il ragazzo « Non per offendere, ovviamente!» precisa, con tatto.

« Sono i nostri nomi di guerra, ragazzino.» risponde, orgoglioso, Grimock « Ci vengono dati dal nostro capotribù, il giorno della prima battaglia; se sopravviviamo, ovviamente.»

«Ti mancano mai?»  chiede Flint, specificando « Intendo il tuo clan.»

« Che razza di domanda è? » replica il barbaro, alzando la voce e, lapidario, termina « Non ho più ho voglia di parlare, ragazzino.»

« Scusa, non volevo offenderti.» tenta il ragazzo, sinceramente dispiaciuto « Volevo solo…»

« Volevi solo sapere di affari che non ti riguardano» risponde Grimock, sempre più nervoso, poi si blocca « Aspettami qui, c’è un bivio più avanti.»

Flint esegue l’ordine, mentre il barbaro avanza silenzioso verso la diramazione e, una volta raggiunta, si affaccia circospetto in entrambe le direzioni: a sinistra il tunnel prosegue nell’oscurità, invece a destra riporta al trivio iniziale.

« Maledizione.» esclama, a denti stretti.

« Che succede?» chiede il ragazzo.

« Siamo tornati alla galleria indicata con la x.»  fa notare Grimock « Queste incisioni sono inutili.»

« Ehi! » lo riprende Flint « Almeno io penso a qualcosa! »

« …hai ragione.» si scusa inaspettatamente il barbaro, per poi cambiare rapidamente tono e discorso « Non ci resta che continuare ad esplorare questo tunnel, seguimi

La galleria imboccata, dopo un’iniziale strettoia, è larga, alta e concede un attimo di sollievo dal senso di oppressione. Per quanto il fetore sia lievemente più sopportabile, i segni della battaglia sono evidenti: scudi fracassati, spade storte e picconi spezzati sono sparpagliati ovunque, assieme ai resti  scheletrici e polverosi di alcune vittime. Grimock si guarda attorno, poi avanza stoico, mentre Flint, a corto della sua consueta spavalderia, si inoltra con cautela.

Bastano una mezz’ora di cammino e una dozzina di curve per giungere alla fine del tunnel: un ampio spazio rettangolare, scavato nella pietra, con una vecchia porta di legno chiusa sulla parete antistante l’ingresso.

Il barbaro si avvicina cauto e, aperto l’uscio, si affaccia all’interno:  dall’altro lato, c’è una sottospecie di ripostiglio, in cui sono ammassati dei barilotti di quercia e ferro arrugginito.

« Polvere di fuoco.» afferma, sicuro, Flint.

« È pericolosa? » chiede il barbaro.

Il ragazzo si avvicina ai barilotti e, delicatamente, ne esamina uno.

« Sono ancora in buone condizioni,» conclude « possiamo stare tranquilli.»

« Bene,» risponde Grimock, chiudendo la porta e bloccandola col femore « ci accampiamo qui.»

« Ma tuo fratello ci sta alle costole!» replica Flint.

« Durgù non ci sta seguendo, altrimenti ci avrebbe già raggiunti.»  ribatte il barbaro « o sa che non ci sono uscite, o che non ha bisogno di seguirci per liberarsi di noi.»

« Che intendi dire?» insiste il ragazzo, preoccupato.

« Che dovremo essere in forze per uscire di qui.» spiega Grimock, mettendosi seduto di fronte l’uscio chiuso «Io faccio il primo turno di guardia, tu cerca di riposare

Flint, sentendosi addosso tutte le fatiche della giornata, non se lo fa ripetere: prepara il giaciglio, beve un sorso d’acqua e, senza neppure togliersi le scarpe, cade in un sonno profondo. Non sembrano neppure passati dieci minuti che già il barbaro lo sveglia per il cambio turno; il ragazzo si alza e, assonnato, si mette di guardia, a osservare il tunnel da un buco nella porta.

Passa circa un’ora di silenziosa oscurità; solo il lumicino e il respiro pesante del barbaro fanno compagnia a Flint che, annoiato, cerca di ingannare l’attesa, scavando a terra con un pezzo di ferro arrugginito.  Un rumore simile a un rotolio lo distoglie dal suo passatempo e, sospettoso, guarda fuori, senza vedere alcunché; scrollando le spalle, il ragazzo torna alla sua buca, quando il suono si ripete, più forte.
Nuovamente, Flint torna allo spioncino e, ciò che vi vede attraverso, lo lascia impietrito: costole, rotule e altre ossa si stanno ammassando e ricomponendo, spinte da una forza misteriosa. In breve tempo, scheletri e corpi mummificati si ergono, armati di sassi e vecchie armi; nelle cavità dei loro teschi incrinati brilla una luce giallognola, rancida e dalle sfumature verdastre. Rapidamente come si sono destati, i non morti si voltano all’unisono verso la porta e, ululando, caricano ferocemente.


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Indice

Con questo capitolo si entra in una delle parti che mi son divertito più a scrivere. I Prossimi capitoli del romanzo fantasy gratis ‘Grimock il toro nero’ sono disponibili ma non corretti, a meno che non sia differentemente segnalato.

Piombo

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