Premi qui, Imbecille!

Maestro
Il Maestro era l’uomo più saggio e potente del regno, perfino Re e Imperatori si prostravano al suo cospetto; tra le mani stringeva il destino dell’umanità. Era un vecchio di più di trecento anni e si narrava fosse immortale. Egli viveva, coi suoi discepoli, in un tempio sulla più imponente montagna del mondo, così alta e larga che, si diceva, fosse impossibile vederne la fine. Da Lassù, Il Maestro custodiva da secoli l’arma più potente e pericolosa dell’umanità: un solo colpo era in grado di spazzare via intere nazioni e, forse, addirittura tutto il pianeta.
Un giorno, il suo migliore allievo bussò alla porta.
« Maestro, posso disturbarla?»
Il Maestro, fino a quel momento chiuso in meditazione, aprì gli occhi e annuì col capo.
« Maestro, da sempre la seguo e sono il migliore dei suoi allievi, eppure ancora non mi ha spiegato quale sia il segreto dell’arma che custodiamo.»
Il Maestro, per nulla turbato da ciò che l’allievo gli aveva appena rivelato, si alzò dalla posizione del loto e gli fece cenno di seguirlo. Fianco a fianco, in silenzio, attraversano gli stretti, lunghi e labirintici corridoi del tempio, fino a una stanza ovale, dove non c’era nient’altro che un tasto rosso sul muro e, poco più in basso, un foro, esattamente all’altezza del linguine.
« Maestro, perché ci troviamo in questa stanza?» chiese l’allievo, deglutendo.
« Se sei pronto a sapere,» annunciò solenne il Maestro « mettiti esattamente di fronte al foro e premi il pulsante.»
« Ma…» balbettò lo studente « Questo è il foro del dolore, Maestro! Lo usiamo per terrorizzare i novizi!»
«  PREMI QUI, IMBECILLE!» gridò il Maestro, d’improvviso, indicando il tasto rosso sul muro.
L’allievo, a quelle parole, chiuse gli occhi e premette: dal muro, il suono di un meccanismo antico ingranò il moto e, dopo pochi secondi, una sfera di pietra schizzò dal foro, colpendolo in pieno nelle palle.
Lo studente si accasciò al suolo, completamente ammutolito dal dolore e con entrambe le mani sui genitali doloranti.
« …Perché?» sussurrò, poco prima di svenire.
Il Maestro, impassibile, lo fissò.
« Se obbedisci a qualcuno che ti dà dell’imbecille, hai ancora molto da imparare.»
Detto questo, tornò nelle sue stanze a meditare.

 

maggio 7, 2016

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